La Penna dell’Uccello Grifone


Sabato 17 dicembre alle 18.30, il Geranio propone la visione del medio metraggio dal titolo “La Penna dell’Uccello Grifone”. Il film, scritto e diretto da Giuseppe Vitolo affronta il tema del pregiudizio sociale relativo a chi soffre di un disturbo psichico.
Attraverso un progetto di cinema integrato, l’autore ha fatto interagire gli utenti di un Centro Diurno Psichiatrico e società civile affinchè potessero raggiungere una comune convivenza senza pregiudizi.
INGRESSO LIBERO

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Trama del film

Amerigo Severo, è un grosso imprenditore sposato con tre figli. Lorenzo, il primo dei tre, è affetto da un disturbo psichiatrico. Amerigo Severo per chiudere un affare molto importante organizza una festa mondana nel suo castello invitando persone dell’alta società. Affinché tutto si realizzi per il verso previsto, di comune accordo con sua moglie Sofia, si premura di allontanare il figlio presso Villa Gioia (una Comunità Terapeutica privata), perché non vuole che si palesi il lato debole della famiglia. Un momento prima di lasciare la Villa, Lorenzo, appassionato di Moto GP, con in testa un casco di go-kart ed in mano un libricino di favole è nella sua stanza seduto accanto alla libreria. È intento a leggere la favola “La penna dell’Uccello Grifone” che narra di un re che, analogamente alla vicenda del padre, organizza anch’egli una grande festa nel suo castello. Come calato in un incantesimo, che fonde le due storie fino ad unirle, tutto ciò che leggerà Lorenzo, da quel momento si verificherà mano a mano e dipanerà i suoi effetti durante tutta la vicenda di cui egli sarà protagonista. Infatti, la festa a casa Severo sembra procedere benissimo, ma prima del concerto, Amerigo, nel mentre fa il discorso di benvenuto agli ospiti, perde la vista. Viene condotto prontamente in ospedale e dopo accurate indagini i medici diagnosticano una malattia molto grave, che di lì a poco lo renderà completamente cieco. Nel frattempo, la lettura della favola ad opera di Lorenzo a Villa Gioia sta continuando. Anche il re accidentalmente perde la vista. Per riacquistarla gli viene suggerito un antico rimedio: trovare la penna dell’Uccello Grifone. Il re, allora, chiede ai tre figli di trovare la penna. A Sofia, moglie di Amerigo Severo, all’indomani del ricovero del marito le si prospetta la medesima soluzione: assumere una medicina contenente una molecola portentosa, estratta dalla penna dell’Uccello Grifone, prodotta artigianalmente da un ex-farmacista, divenuto poi frate, che l’aveva testata con successo su alcune persone disposte a provarne gli effetti. Da questo momento in poi, fra mille peripezie ed accadimenti, inizierà la ricerca del frate affidata ai tre fratelli, che vedrà impegnato in maniera determinata solo Lorenzo. Lui, il buono a nulla, l’emarginato – così considerato da tutti -, impegnandosi e superando ogni limite imposto dalla società omologata nel giudizio, avrà la possibilità di dimostrare che uno svantaggiato può esprimere doti non comuni e conseguire con volontà e coscienza mete ritenute, a priori, irraggiungibili.